Bonifica Grotta dei Cervi

Prà Alpesina 20 aprile 2002

Dettagli della cavità
Hanno collaborato:


Note georafiche e geologiche
La Grotta dei Cervi (n catasto VT-TN 64) è situata sulla porzione trentina del Monte Baldo nel territorio catastale del comune di Avio ad una quota di 1425 m in prossimità di Malga Prà Alpesina, non lontano dalla S P 3 (coord. 1 646 209, 5 069 517 Foglio CTR 101030 Prà Alpesina) L'ingresso della cavità si apre in una zona dall'aspetto tipicamente carsico, trattandosi di un'area pianeggiante -compresa tra Malga Dossioli e Malga Prà Alpesina- con numerosi piccoli avvallamenti indicanti la presenza di doline ed inghiottitoi, dove è praticamente assente lo scorrimento d'acqua superficiale La formazione geologica dominante è quella del Calcare di Nago (Pnaboniano), caratterizzata dall'associazione di diversi litoti pi, tra cui i più frequenti, nell'area del Monte Baldo settentrionale, sono i calcari algali a briozoi, coralli, dicocicline e nummuliti, in banchi massicci e le biocalcareniti e le marne calcaree ricche di grandi foraminiferi in straterelli sottili ed irregolari (Castellarin e Cita, 1969) L'ambiente di sedimentazione del Calcare di Nago è un tipico bacino epicontinentale confondo costituito da fanghi argilloso-carbonatici, acque basse e limpide dove l'apporto terrigeno è scarso e favorisce lo sviluppo di organismi coloniali come coralli briozoi ed idrozoi (da F. Finotti Note illustrative della Carta Geologica del Monte Baldo Settentrionale (Trento),LXXXIII Pubblicazione della Società Museo Civico di Rovereto, Ottobre1981)

Note storiche
Tralasciando la frequentazione in epoca preistorica, che sicuramente ha riguardato anche questa zona del Baldo, come testimoniano numerosi ritrovamenti, vale la pena di ricordare l'attività esplorativa condotta negli anni dal 1927 al 1933 dal Gruppo Dopolavoro di Avio. Le numerose uscite, le interessanti osservazioni, i dati raccolti, sono stati accuratamente trascritti da Giovanni Libera, in seguito dattiloscritti dal figlio Odilo Libera, nel 1973. Tale raccolta è pervenuta al Gruppo Grotte attorno al 1995, grazie all'interesse del compianto Cristian Graziola.
In queste relazioni si legge molto spesso il nome Grotta dei Cervi :

«N. 17 CAVERNADEI CERVI Nella caverna dei Cervi lo scorso anno furono gettate oltre 40 carogne di vacche perite per morbo bovina in malga Prà. Dal foro usciva un fetore (...) Avio 18:22 luglio 1929 GIOVANNI LIBERA»

«(...) Caverna dei cervi (bus de Malga Prato) in località Prato d'Alpesma. Sul pendio Occidentale di Malga Dossioli (Avio) a circa 200m. a S.E. della Malga Prato d'Alpesina a quota 1425 Si apre con un pozzo profondo 17 m che mette in una sala larga circa 10 m alta 8 m lunga 30m. con fondo che scende ancora 10m; la lunghezza totale compreso un corridoio laterale è di 55m. Fu chiamata dei Cervi perchè vi si rinvennero resti di cervi che anticamente vivevano sul Monte Baldo. Alberto Bresavola, conte Hartig, barone Hippoliti, S Cristoforetti, G Raccheti} (...)»

«Studi Trentini di Scienze Naturali, Annata XII fasc.2 Trento 1931 (...) XV Ricerca di fauna cavernicola il conservatore coleotterologo sig Alberto nob Bresavola de Massa ha compiuto la sistematica esplorazione della Grotta dei Cervi, in continuazione alle ricerche di due anni fa che portarono alla scoperta di nuove specie di Battasela Anche l'esplorazione di quest'anno portò a importanti risultati scientifici (...)»

«NUOVECAVERNE DEL MONTE BALDO II paterno monte tanto bello nel lato panoramico e turistico, tanto ricco di fauna e flora particolari, tanto interessante per la sua storia, va ora riassumendo nuovamente valore per quello che riguarda la speleologia (...).

REGIONE CARSICA ( ...) È un tipico altipiano che a una quota di 1400 -1500 si allunga per quasi 2 km e mezzo su una larghezza masisma di 1 sul quale si trovano sparse decine e decine di doline che raggiungono diametri fin sopra ai 100 metri. Generalmente sono rivestite tutte di zolle verdi e come in gran vasi raccolgono una lussureggiante vegetazione: regione adunque tipicamente carsica che non esclude l'esistenza di grandi cavità sotterranee(...)

LA CAVERNA DEI CERVI Nel pomeriggio a 200 metri a N E della cascina di Prato Alpesina i due esploratori trovarono un pozzo verticale Con delle corde fu calato Libera, che dopo vari scandagli e qualche sospensione nel vuoto e 17 metri di discesa toccò il fondo, o meglio, lo sdrucciolo di una frana che scendeva ancor più verso il basso. Nessun uomo è ancor disceso là dentro L'esploratore, liberatosi dai legami che lo tenevano in contatto col mondo esteriore continuò la discesa Così constatò che il pozzo metteva in una vasta caverna lunga una trentina di metri, larga più di dieci e alta forse 8.

SOTTOTERRA Si capisce che gli esploratori non appena toccarono vivi il pendio sottostante restarono avvinti dall'incognita dell'antro grandioso (…) e tutti si posero al lavoro (…).

FAUNA CAVENICOLA Nel contempo i due conservatori del nostro Museo Hartig e Bresaola attendevano alla cattura di animali cavernicoli. E nelle loro ricerche furono veramente fortunati: le loro fiale e vasetti poterono ospitare dei rari esemplari della preziosissima fauna ipogea (…)
Il Brennero, Trento, 1 giugno 1928, anno V

UN NUOVO COLEOTTERO CAVERNICOLO DEL MONTE BALDO (…) Questo nuovo sifilide cieco appartiene al complesso multiforme del genere Bathysciola sensu Jeannel e si avvicina più di tutto al gruppo di specie del retroterra bresciano e bergamasco (…). Però vari caratteri importanti si distaccano totalmente la Bathysciola del Monte Baldo dalle varie specie Baldoria da rendere necessaria la istituzione di un nuovo sottogenere a sé, che denomino Hartigia in onore del conte Fred Hartig, scopritore di questo interessante sifilide cavernicolo (…). Da Studi Trentini di Storia Naturale, Annata IX fascicolo 2, Trento, 1928

Questi sono una parte degli scritti riguardanti la Grotta dei Cervi, tuttavia sufficienti a testimoniare con quanto rispetto, curiosità, interesse scientifico, gli speleologi del Gruppo Dopolavoro di Avio si avvicinavano ai fenomeni ipogei del loro territorio.
Questi preziosi lavori sono stati ripresi da Cristian Graziola già nel 1995, ed utilizzati come supporto per la ricerca di queste cavità da tempo non più visitate, in vista del loro ricatastamento nell'ambito del lavoro svolto dai Gruppi Grotte S.A.T. In convenzione con il Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento.
La prosecuzione di questa attività ha portato a rivisitare la Grotta dei Cervi.

L'intervento di bonifica
Dopo il primo impatto iniziale, che non ha consentito altro che la ripresa fotografica dello stato della caverna, il Gruppo Grotte si è attivato con una denuncia inviata per lettera raccomandata alle istituzioni competenti. L' Amministrazione comunale di Avio e stata l'unica a rispondere prontamente e a richiedere un intervento coordinato per cercare di porre rimedio alla grave situazione. Dopo alcuni incontri preparativi, volti a definire gli aspetti logistici dell'operazione, il giorno 20 aprile alle ore 7. OO si trovavano ad Avio gli speleologi de lGruppo Grotte assieme agli operai comunali, ai pompieri volontari, ai custodi forestali, al geom. Tomasoni e all'Assessore Marco Sega Nonostante il tempo pessimo, veniva lo stesso deciso di effettuare quanto programmato, pertanto il gruppo si recava a Malga Prà Alpesma, dando così inizio ai lavori Dapprima è stato attrezzato un cavalletto in tubi Dalmine per sorreggere il verricello motorizzato che doveva recuperare i bidono carichi di immondizia Di seguito gli speleologi sono entrati nella cavità, allestendo l'illuminazione fissa garantita dalle lampade elettriche e dal generatore messi a disposizione dai pompieri. Il lavoro in grotta si è protratto senza interruzione fino alle 15.30, mentre fuori era in corso una nevicata con raffiche di vento che ha messo a dura prova la resistenza del personale. Su tutto ha però prevalso la determinazione nel portare a compimento quanto programmato, cosa che è puntualmente avvenuta. Alla fine sono stati rimossi oltre 30 m di rifiuti, alcuni dei quali tossici.


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